Equipe Dentale Lucerna - Clinica Dr. Schulte

I pazienti raccontano

I temi di questa pagina

Ecco alcune testimonianze personalissime di pazienti che sono stati trattati nel nostro studio. Si tratta di resoconti assolutamente veridici che non abbiamo alterato in nulla. I testi sono stati naturalmente pubblicati dietro espressa autorizzazione dei pazienti.

  1. Katharina Lanfranconi
  2. Klaus Galliker
  3. Sandra Egger
  4. Phillip Terry
  5. Giusi Stehrenberger
  6. Ruth Ammann
  7. mp

Katharina Lanfranconi, art director e poetessa, Lucerna

Katharina Lanfranconi

Klaus Galliker, 61 anni, dettagliante, Rotkreuz ZG

Klaus Galliker

Come commerciante al dettaglio sono sempre in mezzo alla gente, e per tutta la giornata parlo molto con clienti, fornitori ecc. Per anni e anni ho avuto grossi problemi con i denti: la parodontite ha attaccato radici e osso e i denti si sono spostati. Per me i miei terribili denti erano un grande ostacolo nei miei rapporti con altre persone, e per di più dovevo lottare contro l’alito cattivo: per farla breve, mi vergognavo di aprire bocca.

È stato mio figlio a parlarmi del Dr. Schulte, che conosceva personalmente. Al primo colloquio, il dottore ha spiegato che per me la migliore soluzione sarebbe stata una riabilitazione totale con impianti. Ciò che mi ha convinto è stato che tutto poteva esser fatto in un solo intervento sotto anestesia generale, e che sin dall’inizio avrei avuto denti stabili e dall’aspetto presentabile.

L’intervento è andato bene e nel periodo successivo non ho avuto alcun problema con i miei denti provvisori, già molto piacevoli da guardare. Ormai porto i miei denti definitivi. Non ho rimpianto neanche per un minuto di essermi sottoposto al trattamento consigliato dal Dr. Schulte. Grazie ai miei nuovi denti, belli e solidi, ho riacquistato fiducia nel mio sorriso, posso gustare ciò che voglio e la riabilitazione ha fatto scomparire i problemi di alito cattivo. Tutti i miei complimenti e tanti ringraziamenti perciò al team del Dr. Schulte per un assistenza superlativa sotto tutti gli aspetti.

 

 

Sandra Egger, 27 anni, studentessa, Lucerna

Sandra Egger

Venticinque anni e ancora insoddisfatta dei miei denti: ecco com’era la mia situazione circa due anni fa. Pur non piacendomi la posizione dei miei denti, non riuscivo proprio ad abituarmi al pensiero dei "ferri in bocca". Durante uno dei miei attacchi "quanto sono scontenta dei miei denti" mi trovai a navigare in Internet cercando i vari metodi di correzione dei denti storti. Ho presto trovato la nuova terapia chiamata Invisalign. Una serie di sottili mascherine di plastica porta dolcemente i denti nella posizione voluta. Per di più, le mascherine sono praticamente invisibili agli altri! Questo ha suscitato immediatamente il mio interesse ed ho subito fissato un appuntamento nello studio del Dr. Schulte.

Dopo il primo colloquio ho capito subito che questo era il metodo adatto a me. Al secondo appuntamento sono state prese tutte le necessarie impronte delle mie arcate dentali e circa un mese dopo mi è stata consegnata la prima serie di mascherine.
Era dunque arrivato il giorno in cui avrei portato l’apparecchio per la prima volta. Portare la mascherina ha provocato all’inizio un’insolita sensazione di pressione nei denti, ed era inoltre leggermente fastidioso per parlare. Però già dopo 1-2 giorni la sensazione sgradevole era scomparsa e io mi sono abituata benissimo all‘apparecchio, che da quel momento non mi ha più dato fastidio neanche nel parlare. All’inizio ho dovuto provare per 3-4 minuti prima di riuscire a togliere la mascherina, ma dopo un paio di giorni ho imparato anche questo, riuscendo a toglierla in pochi secondi.

I primi 14 giorni sono passati in un lampo, e già era arrivato il momento di cambiare le mascherine. Così ho proseguito, cambiando ogni volta le mascherine dopo averle portate per due settimane. Ciò significava ogni volta il ritorno della sensazione di pressione nei denti – che però scompariva di solito già dopo 2-3 ore. Con soddisfazione notavo come la posizione dei miei denti cambiava a poco a poco. Dopo circa 15 mesi ho infilato l’ultima mascherina – un momento molto bello!

Mentre portavo le mascherine ero molto curiosa di sapere i commenti di chi mi stava intorno. Alcuni colleghi dopo qualche tempo si sono accorti delle mascherine, mentre di altri ancora non so se le abbiano mai notate. I colleghi più attenti però si sono dimostrati molto interessati e hanno fatto molte domande. Così ho dovuto raccontare parecchie volte come funziona questo nuovo metodo di trattamento.

Ora, due anni dopo, non sono solo un po‘ più vecchia, ma anche perfettamente soddisfatta dei miei denti!

Philipp Terry, 58 anni, preside di facoltà, Lucerna

Philipp Terry

Un trattamento dentale indolore, ecco la cosa essenziale per me. A questo proposito desidero sottolineare che il Dr. Markus Schulte si avvale di un metodo di anestesia che mi era ignoto ma che trovo molto piacevole: l’anestesia intraligamentare.

Il dolore della puntura è minimo e spesso non si avverte affatto, perché gli aghi usati sono estremamente sottili. L’effetto è immediato, perché solo il dente stesso viene anestetizzato; il tessuto circostante (guancia, labbra) e i denti adiacenti mantengono la normale sensibilità – guancia, lingua e labbra non vengono “addormentati” e la sensibilità generale è completamente ripristinata ca. 30 minuti dopo la fine del trattamento.

Dopo aver accumulato una vasta esperienza in trattamenti dentali e dentisti in varie parti del mondo, sono in grado di affermare che il trattamento eseguito dal Dr. Schulte è stato esemplare, e sono degni di nota  non solo la precisione di esecuzione, ma anche il tempo che dedica ad informare i pazienti con ampiezza di particolari.

Giusi Stehrenberger, 49 anni, casalinga, S. Nazzaro TI

Giusi Stehrenberger

Il mio dentista mi aveva diagnosticato una parodontite in stadio avanzato, e io vedevo già la mia dentiera galleggiare di notte nel bicchiere. Mi sta molto a cuore un aspetto curato, e ogni volta che mi guardavo allo specchio i miei brutti denti erano uno shock. Ho cercato disperatamente una soluzione adatta a me e per caso ho scoperto su Internet l’informativa homepage del Dr. Schulte. Ho così fissato un appuntamento. Il Dr. Schulte ha confermato la diagnosi del mio dentista, secondo la quale i miei denti superiori non potevano più essere salvati, ma allo stesso tempo mi ha fatto sperare in un ripristino del mio sorriso naturale tramite un impianto immediato.

Il Dr. Schulte mi ha proposto di eseguire l’intero restauro con un solo intervento in anestesia generale. Naturalmente all’inizio avevo una gran paura, ma il team del Dr. Schulte mi ha meravigliosamente assistito e seguito passo per passo con tanta comprensione ed empatia. Così il giorno dell’intervento mi sentivo calma e ottimista. Il giorno dopo l’intervento quasi non avevo dolore, e con le mie protesi fisse, allora ancora provvisorie, ho potuto già masticare normalmente. Persino questi denti provvisori erano molto più estetici dei miei denti autentici, ma quando poi, dopo tre mesi, mi è stato inserito il ponte definitivo, sono stata veramente felice: non ho mai avuto denti tanto belli in vita mia.

Ruth Ammann, 52 anni, impiegata di commercio, Lucerna

Ruth Amann

Durante una visita dal medico, in una rivista in sala d’aspetto ho letto un articolo sullo studio del Dr. Schulte e sugli apparecchi ortodontici per adulti. Era da tempo che i miei denti mal allineati erano per me una spina nel fianco, ma mi ero rassegnata ad accettarli, perché pensavo che non fosse ormai più possibile cambiarli. L’articolo mi ha dato nuove speranze, ed ho consultato l’informativo sito Internet del Dr. Schulte, dove ho trovato esaurienti resoconti sulle varie possibilità di correggere i denti degli adulti. Di conseguenza ho fissato un appuntamento per una consulenza.

Il Dr. Schulte e il Dr. Zuran mi hanno spiegato esaurientemente i pro e i contro dei vari metodi che potevano essere applicati al mio caso. Mi sono quindi decisa per Invisalign, perché volevo un apparecchio dentale invisibile e non fisso. Mi sarei certamente vergognata di fronte ai miei conoscenti di portare un apparecchio ortodontico visibile.

Ho aspettato con impazienza di ricevere la prima mascherina Invisalign. Sin dal primo giorno e per tutto il trattamento, durato un anno, non ho avuto alcun disagio. Dopo pochi giorni già non sentivo più di avere le mascherine invisibili. La cosa migliore comunque era che nessuno di quelli che mi conoscono si è accorto delle mascherine Invisalign, nemmeno mio marito, che naturalmente poi ho informato.

Alla fine sono stata entusiasta del risultato: appena dopo un anno, ho i denti belli e dritti che ho sempre sognato. Per finire mi sono anche concessa uno sbiancamento, e ora il mio bel sorriso è spesso ammirato.

mp

MP

Appena un anno fa soffrivo di odontofobia avanzata. Oggi invece quando vado dal dentista – anche per un intervento importante – sono rilassato e senza alcuna paura o ansia. Questo cambiamento non solo è notevole quanto benaccetto, ma ha rappresentato anche un chiaro aumento della mia qualità di vita.

La mia odontofobia ha radici nell’infanzia – come sembra essere il caso nella maggioranza degli odontofobici. Il ricordo di alcune esperienze tutt’altro che piacevoli dall’ortodontista mi ha spinto in giovinezza ad evitare le visite dentistiche, anche solo per visite di routine. Questa "astinenza odontoiatrica" è durata in definitiva oltre 20 anni. Durante tutto questo periodo, i miei due molari superiori ancora portavano due ganci di attacco, superstiti del mio apparecchio ortodontico di allora. Questi anelli ovviamente non erano fatti per rimanere in bocca così a lungo, e negli ultimi anni hanno provocato problemi sempre più gravi. Una domenica di circa tre anni fa, infine, il mal di denti mi ha spinto per la prima volta a informarmi su Internet in modo approfondito sull’odontofobia e sui metodi per trattarla. Ho trovato subito il sito del Dr. Markus Schulte. Sono stato ad un passo dal prendere un appuntamento per e-mail, ma poi la paura ha vinto ancora. Prima ho rimandato la presa di contatto ai giorni seguenti, poi ho abbandonato del tutto l’idea.

Per la causa indicata sopra l’anno scorso, durante una vacanza autunnale in Portogallo, uno dei molari in questione si ruppe. A quel punto era inevitabile andare d’urgenza da un dentista portoghese, per rimuovere il frammento tentennante e dolorante del dente ancora rimasto nella gengiva. In quella visita al dentista locale ho fatto due esperienze opposte. La prima, positiva, è stata la rimozione indolore del frammento. La seconda invece è stata negativa: il dentista del luogo non mostrava alcuna comprensione per la mia odontofobia. Tuttavia ho seguito il suo pressante consiglio di andare assolutamente da un dentista in Svizzera: il pomeriggio stesso, nel giardino dell’hotel, mi sono seduto al computer e con i termini di ricerca „dentista+paura+Lucerna“ ho ritrovato subito il sito Internet del Dr. Markus Schulte. Stavolta non ho più esitato e ho descritto il mio problema in un e-mail. La risposta dell’assistente odontoiatrica nello studio del Dr. Schulte, Aida Hrustanovic, non è stata solo sorprendentemente veloce, ma anche molto simpatica. Il primo appuntamento è stato dunque fissato rapidamente. La notte prima della visita è stata tutt’altro che piacevole: praticamente non ho dormito. I miei pensieri giravano in tondo, passando dalla convinzione „sto facendo la cosa giusta“, alla speranza „ sarà meno peggio del previsto“, alla paura „chissà cosa uscirà fuori“ per finire con scene dell’orrore riguardanti il trattamento vero e proprio. È in preda a questi sentimenti contrastanti che sono entrato nello studio. Ciò che mi aspettava non corrispondeva affatto alle mie paure – al contrario: la prima visita era stata fissata appositamente alla sera, nessun paziente era più nello studio. Non ho dovuto nemmeno entrare nella sala d’aspetto. Sono stato accolto in maniera gentilissima, e il primo colloquio con il Dr. Schulte ha avuto luogo nel suo ufficio e non sulla temuta poltrona. Il Dr. Schulte ha ascoltato con pazienza e comprensione il mio „calvario“. Questo primo colloquio ha gettato le basi della fiducia. Il logico passo successivo è stato il mio „benestare“ ad un esame dello stato dei miei denti e il test „come reagisco al protossido di azoto“. La tensione iniziale si è così rapidamente sciolta – soprattutto per l’azione del protossido di azoto. Il controllo non mi è sembrato affatto spiacevole. L’approccio molto tranquillizzante e professionale sia del Dr. Schulte che dell’assistente presente in studio ha dato un contributo decisivo. Il verdetto del Dr. Schulte è risultato tutt’altro che negativo.

Per non essere mai stato dal dentista per oltre venti anni, i miei denti non erano affatto male. I vecchi anelli però avevano provocato alcuni danni che devono essere riparati. Devono inoltre essere estratti due denti del giudizio. (Nessuna carie – per fortuna  – è stata rilevata.) Il Dr. Schulte ha però osservato che su di me il protossido di azoto non agisce altrettanto bene che su molti altri pazienti. Per questa ragione mi ha consigliato per il trattamento vero e proprio una combinazione di protossido di azoto e Dormicum, che però richiede la presenza di un accompagnatore per il tragitto di andata e ritorno. Sono dunque seguiti due importanti trattamenti con l’impiego, come concordato, della combinazione protossido di azoto e Dormicum. I due trattamenti si sono rivelati non solo assolutamente indolori ma anche – con mia grande sorpresa – addirittura gradevoli. Sull’onda di una piacevole musica, ho lasciato vagare i miei pensieri in altre sfere. (In definitiva, oltre a stare sdraiato e tenere la bocca aperta avevo poco altro da fare.) Queste due esperienze molto positive mi hanno indotto a rinunciare del tutto all’assunzione di Dormicum. Anche dell’alternativa di un trattamento in anestesia generale, cui si era accennato per l’intervento di inserimento di un impianto e per l’estrazione di due denti del giudizio, non si è più parlato. Anche senza Dormicum le mie esperienze sono rimaste positive, senza eccezioni.

L’ultimo intervento importante è stato due settimane fa l’inserimento dell‘impianto. Anche poco prima della sessione di trattamento non ho provato alcun dubbio, nervosismo o ansia. Anzi, nella mezz’ora che mi rimaneva prima dell’ora concordata mi sono seduto in un caffè delle vicinanze a bere un espresso e leggere il giornale con tutta calma. L’intervento è stato impeccabile come sempre, ed è passato in un lampo. Al momento della sutura della ferita, quando l’assistente dentale ha osservato in tono incoraggiante che ce l’avevo quasi fatta, ho ripsosto: „Potreste tranquillamente continuare.“ E parlavo sul serio. Dopo neanche un anno, sono arrivato a considerare una visita dal dentista niente di più importante di una seduta dal barbiere. (Continuo a non andarci proprio volentieri, ma esiste qualcuno che lo fa?). L’importante comunque è che né prima né durante il trattamento provo paura o nervosismo. Non solo è meravigliosa la sensazione di poter „mordere a tutti denti”, per così dire, con la mia dentatura restaurata. Per me è altrettanto preziosa l’esperienza di aver superato una fobia così profonda. Si è trattato di un percorso di crescita, che ha significato per me anche diventare capace di parlare apertamente di un problema che mi sono portato dentro per anni, all’insaputa anche delle mie persone più care.

Ai lettori che – come me tre anni fa – ansiosi ma in cerca di una qualche soluzione, leggono queste pagine del sito del Dr. Schulte, consiglio caldamente:
Non esitate oltre; affrontate le vostre paure.

  • Il dolore che forse provate al momento potrà passare, ma il problema alla base non scompare.
  • I denti danneggiati non guariscono da soli. Potete metterci la mano sul fuoco: senza trattamento possono solo peggiorare.
  • E infine l‘essenziale: non rinunciate più a lungo ad un aspetto importante della qualità di vita.

Non aspettate domani o dopodomani a inviare un e-mail al dentista, fatelo subito. La mia esperienza personale dimostra che questo è l’ostacolo principale, e tutto il resto poi viene quasi da sé. Dopo quanto ho vissuto, ne sono convinto: non ve ne pentirete.