Alito cattivo (alitosi): un tema mozzafiato

L’alitosi, o alito cattivo (nomi scientifici: bromopnea, foetor ex ore) è una condizione alquanto diffusa: dalle statistiche emerge che circa il 30% della popolazione mondiale lamenti soffrire occasionalmente di alito cattivo e che l’8% ne soffra in modo continuativo. Ancor di più stupisce il fatto che un fenomeno così diffuso nella nostra società rappresenti ancora oggi un argomento tabù: la vergogna spinge chi è affetto da alitosi a non parlarne con i propri familiari, mentre dall’altra parte, per lo stesso motivo spesso, si tende a non far presente il problema a chi ne soffre. A ciò si aggiunge il fatto che non è facile riuscire ad esaminare da sé il proprio alito. Tutti questi fattori contribuiscono a generare grande insicurezza nell’affrontare questo problema: chi sospetta di soffrire di alitosi tende spesso a non aprirsi con propri cari, finendo per acuire il problema dell’emarginazione sociale.

Questa pagina si rivolte in primo luogo ai pazienti che soffrono o hanno il sospetto di soffrire di alito cattivo e intende riassumere tutte le informazioni essenziali ed aggiornate riguardanti il tema alitosi.

Ancora oggi si pensa erroneamente che l’alitosi sia principalmente legata a problemi di stomaco; tuttavia è dimostrato che più del 95% dei casi di alito cattivo abbia origine nella cavità orale e nella gola. Pertanto il dentista dovrebbe essere sempre il primo punto di contatto per i pazienti affetti da alitosi. Poiché vi è sempre maggiore richiesta di una consulenza di tipo specialistico, nella nostra clinica odontoiatrica abbiamo previsto un consulto ambulatoriale dedicato ai problemi di alitosi.

Le cause dell’alitosi

“ALITO CATTIVO” DOVUTO ALL’ALIMENTAZIONE

È ormai risaputo che numerosi generi alimentari e voluttuari sono in grado di condizionare il nostro alito e causare alitosi occasionale, percepita come sgradevole dall’ambiente circostante. In questi casi la definizione corretta è quella di “alito cattivo” piuttosto che di “alitosi”, poiché la causa è chiaramente riconducibile all’aria espirata dal nostro organismo. Un classico esempio è rappresentato dall’aglio, i cui aromi sono in parte espulsi con l’espirazione, causando problemi di alito cattivo anche fino a due giorni dopo la sua assunzione. Effetti simili sono dati anche da cipolla, alcol, formaggio, fumo di tabacco, caffè, ecc. Questo tipo di alitosi legata all’alimentazione è sempre innocua e può essere eliminata evitando l’assunzione di determinati cibi e generi voluttuari.

Anche un digiuno prolungato può favorire l’insorgenza di alito cattivo, dovuto alla mutata consistenza della saliva. Si consiglia in questi casi un consumo regolare dei pasti, in particolare della colazione.

COSA ESPELLIAMO CON L’ESPIRAZIONE?

L’aria che l’organismo umano espelle con l’espirazione è composta per circa il 78% da azoto, il 17% da ossigeno, il 4% da anidride carbonica e solo l’1% da altri gas. Questa piccola percentuale può tuttavia contenere gas altamente odorigeni, per cui anche in caso di espulsione attraverso l’espirazione di quantità minime di gas, l’alito è percepito come sgradevole o persino intollerabile.

I composti chimici più importanti a questo riguardo sono composti volatili di zolfo (ad es. il metilmercaptano, il dimetil solfuro o l’acido solfidrico), ma anche sostanze dall’odore particolarmente forte come ad esempio indolo, scatolo, cadaverina o putrescina. L’odore quotidiano dell’aria espulsa con l’espirazione è soggetta spesso a notevoli fluttuazioni temporali, che dipendono come abbiamo visto anche dall’alimentazione.

ALITOSI VERA E PROPRIA DOVUTA ALLA PRESENZA DI BATTERI

L’insorgenza di alito cattivo (alitosi o bromopnea) è oggi un fenomeno ben studiato dal punto di vista scientifico. In quasi tutti i casi si tratta di batteri anaerobi (il cui metabolismo cioè non richiede la presenza di ossigeno) situati nel cavo orale o nella gola, che decompongono proteine. Dalla decomposizione delle proteine, che derivano sia da residui di cibo che da cellule morte dei propri tessuti, si generano per prima cosa amminoacidi che, decomposti a loro volta, liberano gas contenenti zolfo e dall’odore sgradevole.

In oltre il 90% dei casi l’alitosi è causata da:

> presenza di batteri sulla superficie della lingua
> gengivite (infiammazione delle gengive)
> parodontite (infiammazione dei tessuti di sostegno del dente)
> xerostomia (secchezza delle fauci)

Presenza di batteri sulla lingua

La lingua svolge diverse importanti funzioni: permette il trasporto di cibo nella bocca, è funzionale alla deglutizione, alla comunicazione e al gusto.

Oggi è dimostrato che la superficie dorsale della lingua è la principale responsabile dell’alito cattivo. La presenza di solchi e rilievi, detti papille, offre condizioni di vita ottimali per i batteri anaerobi (che non necessitano cioè dell’ossigeno per il proprio metabolismo) che sono dunque liberi di colonizzare una superficie enorme. Circa due terzi di tutti i batteri presenti nella bocca risiedono sulla superficie dorsale della lingua. Il rivestimento batterico della lingua ospita gli stessi germi responsabili dell’insorgere di gengiviti e parodontiti. Questi microorganismi scompongono le proteine e, generando gas contenenti zolfo, provocano l’alito cattivo.

Gengivite

La gengivite consiste nell’infiammazione delle gengive, una patologia che interessa il 40% circa della popolazione. Esclusi i rari casi in cui la gengivite è determinata da particolari condizioni mediche, questo disturbo è da ricondurre quasi sempre ad una scarsa igiene orale. Possono aumentare il rischio di gengivite anche gli squilibri ormonali (ad es. durante la gravidanza) o l’assunzione di determinati farmaci. L’accumulo di batteri sulla superficie dei denti, la cosiddetta “placca” dentale è responsabile dei tipici sintomi di infiammazione gengivale: arrossamento, gonfiore, sanguinamento. Se la placca dentale non viene rimossa per tempo, la gengivite può evolvere in parodontite. A causa della presenza massiccia di batteri, le affezioni gengivali, quali la gengivite e la parodontite, sono molto spesso responsabili dell’alito cattivo.

Parodontite

Nel caso in cui l’infiammazione batterica non coinvolge soltanto la gengiva, ma anche i tessuti di sostegno del dente (ad esempio le ossa della mascella che sostengono i denti), si parla di parodontite, nota anche come piorrea. La parodontite è associata alla formazione di tasche gengivali o intraossee, nelle quali si forma spesso del pus e si generano a volte anche degli ascessi. La colonizzazione massiccia delle tasche da parte di batteri anaerobi può portare l’insorgenza di forte alitosi nei pazienti affetti da parodontite. Se non curata, la parodontite può portare alla perdita del dente e può avere effetti negativi sullo stato di salute generale. Per informazioni dettagliate sulle patologie parodontali e sui possibili trattamenti consulti la nostra pagina relativa alla parodontite e ai problemi gengivali.

Xerostomia: secchezza delle fauci

L’alitosi batterica è favorita anche dalla salivazione ridotta. La saliva svolge un’importante funzione di detersione del cavo orale, contribuendo ad esempio ad asportare eventuali residui di cibo dai denti. Inoltre è in grado di combinare i gas maleodoranti prodotti dalla decomposizione batterica delle proteine e gode di proprietà antibatteriche.

Se il flusso salivare è ridotto e la mucosa orale risulta quindi troppo secca, si parla di xerostomia. Oggi è dimostrato che la riduzione del flusso salivare è un fattore decisivo nell’insorgenza di alitosi.

Curiosità sulla saliva umana

La saliva umana è composta per circa il 99,5% da acqua, mentre per il restante 0,5% da componenti disciolti come molecole organiche, proteine ed enzimi. La saliva idrata e protegge la mucosa orale ed è indispensabile nel processo di ingestione di cibi solidi. Un’altra funzione altrettanto importante è quella di protezione dalla carie. Un essere umano produce ogni giorno da 0,5 a 1,5 litri circa di saliva.

Tra le possibile cause della xerostomia vi sono:

  • assunzione di farmaci che provocano una riduzione del flusso salivare, come ad esempio:
    • anticonvulsivi
    • antidepressivi
    • sonniferi e tranquillanti
    • antistaminici
    • antipertensivi
    • diuretici
    • farmaci inibitori della fame
  • patologie delle ghiandole salivari
  • sedute di radioterapia alla testa (danneggiamento delle ghiandole salivari)

Altre possibili cause dell’alitosi

Come spiegato in precedenza, in oltre il 90% dei casi l’alitosi ha origine nella cavità orale. Pertanto nei pazienti con alitosi è necessario in primo luogo ricercare ed eventualmente escludere un problema a livello della cavità orale.

Nei casi, relativamente rari, in cui l’alitosi non è generata da un’affezione del cavo orale, la causa è molto spesso da ricondurre alle seguenti patologie:

> infiammazioni croniche del seno mascellare o dei seni paranasali (sinusite)

> tonsillite cronica (infiammazione delle tonsille palatine) o calcoli tonsillari

> rinite cronica (infiammazione delle mucose nasali), polipi nasali

> formazioni sacciformi dell’esofago (diverticoli esofagei) o disturbi a livello dello sfintere esofageo

> in casi molto rari sono responsabili dell’alitosi anche tumori maligni alla bocca, al naso, alla gola o alle vie respiratorie

Come si effettua una diagnosi di alitosi?

Molte persone, a torto o a ragione, hanno timore di soffrire di alitosi (altrimenti detta bromopnea o semplicemente alito cattivo). Dal momento che è difficile analizzare il proprio alito e che spesso si prova comprensibilmente disagio nel chiedere ai propri cari o ad estranei di esprimere un giudizio a riguardo, è molto importante che chi sospetta di soffrire di alitosi possa essere certo di ricevere un giudizio imparziale sul proprio stato.

Con il consulto ambulatoriale dedicato ai problemi di alitosi offriamo ai nostri pazienti la possibilità di accertare la presenza ed eventualmente il grado di severità dell’alitosi e di ricercarne le cause. Per la diagnosi utilizziamo diverse comprovate tecniche. A tal fine può risultare utile compilare il questionario dettagliato rilasciato al paziente prima della seduta. Per garantire la correttezza dei risultati delle analisi è importante rispettare alcune regole di comportamento già un giorno prima del consulto ambulatoriale.

È possibile prenotare un appuntamento per un consulto dedicato anche online. A tal proposito prima della visita la invitiamo a scaricare le avvertenze e l’apposito questionario, da riportare compilato il giorno dell’appuntamento.

Prenotazione online (la preghiamo di selezionare il dott. Schulte come dentista e “consulto dedicato: alitosi” come argomento).

I cosiddetti test “organolettici” si basano sulla percezione dell’alito cattivo tramite l’olfatto dell’esaminatore. Utilizzando dei metodi standardizzati si cerca di ottenere un giudizio il più obiettivo possibile; i valori ottenuti vengono inoltre documentati in modo molto accurato per permettere il confronto con controlli successivi.

L’halimeter è un apparecchio di misurazione elettronico che consente di rilevare i composti gassosi responsabili dell’alitosi presenti nel cavo orale del paziente. Oltre a Oral Chroma-CHM-2, la nostra clinica odontoiatrica dispone di un gascromatografo di ultima generazione. Grazie a questo dispositivo prodotto in Giappone è possibile rilevare separatamente i tre componenti principali dell’alito cattivo (acido solfidrico, metilmercaptano e dimetil solfuro) e misurare la loro concentrazione nell’aria espirata.

L’applicazione è semplice e a misura del paziente. Si utilizza una siringa per aspirare l’aria dalla bocca del paziente e inserirla nel dispositivo di misurazione. Già dopo pochi minuti sono disponibili i risultati: i tre principali gas responsabili dell’alitosi vengono visualizzati separatamente in base alla loro concentrazione. L’analisi dei risultati permette di trarre alcune preziose conclusioni: non soltanto è possibile accertare la presenza o meno di alitosi in base ai valori misurati, ma, analizzando i singoli componenti, è anche possibile stabilire la causa dell’alitosi e dunque procedere con un trattamento mirato.

Anche se l’halimeter non può sostituire le tecniche menzionate in precedenza, questo strumento offre un prezioso contributo per una valutazione oggettiva dell’alitosi. L’halimeter è utile anche nel follow-up medico, poiché, mediante il confronto con misurazioni successive, consente di valutare l’efficacia del trattamento in corso. L’halimeter dunque rappresenta uno strumento indispensabile nella diagnosi dell’alitosi presso la nostra clinica odontoiatrica.

Qualora le prove e le misurazioni confermino la presenza di alitosi, è necessario innanzitutto indagarne le cause.

Come menzionato in precedenza, in oltre il 90% dei casi l’alitosi ha origine nel cavo orale. Una volta individuata con precisione la causa, vi sono buone possibilità di rimuovere definitivamente il problema. A questo scopo si procede con un’ispezione accurata del cavo orale, prestando particolare attenzione ai seguenti punti:

Ispezione della superficie dorsale della lingua

La presenza di batteri sulla lingua è la causa principale dell’alitosi; pertanto è necessario dedicare alla lingua particolare attenzione. Osservando la struttura, la presenza di patine e la colorazione della lingua è possibile valutare se si è in presenza di una colonizzazione batterica della lingua. A tale scopo risulta utile l’impiego di speciali strisce che assumono una colorazione particolare in presenza di determinati batteri (Halitox).

Problemi gengivali

Le infiammazioni gengivali (gengiviti) sono causate da batteri che liberano gas sulfurei provocando cattivo odore nel cavo orale. Un’ispezione accurata delle gengive è funzionale all’identificazione del problema.

Ispezione parodontale

In presenza di una colonizzazione batterica delle tasche gengivali si parla di parodontite (nota inoltre come piorrea). Anche in questo caso si generano composti gassosi responsabili dell’alito cattivo. Un’accurata ispezione parodontale con misurazione delle tasche gengivali e, se necessari, tampone batteriologico e radiografie, permettono di riconoscere l’eventuale presenza di parodontite.

Ispezione della dentatura

Infine si passa all’ispezione dei denti, volta all’individuazione di eventuali carie, otturazioni danneggiate, corone o ponti difettosi. L’ispezione coinvolge anche eventuali protesi.

Misurazione del flusso salivare

Una bocca troppo secca favorisce l’insorgere di alitosi. Nel caso in cui si sospetti una produzione troppo esigua di saliva (xerostomia), si procede alla misurazione del flusso salivare (in millilitri al minuto). Normalmente la quantità di saliva prodotta durante la masticazione varia tra 0,7 e 2,0 ml al minuto. In presenza di salivazione ridotta è necessario condurre un’indagine volta ad identificare le possibili cause, al fine di indirizzare il paziente verso la giusta terapia. Le cause alla base del disturbo possono ricondursi a patologie delle ghiandole salivari, disturbi psichici, ma anche agli effetti collaterali di alcuni farmaci, tra cui:

> tranquillanti
> anticonvulsivi
> antidepressivi
> antistaminici
> antipertensivi
> diuretici
> farmaci inibitori della fame

Come viene trattata l’alitosi (terapia)?

TRATTAMENTO DELL’ALITOSI

Nella grande maggioranza dei casi di pazienti affetti da alitosi, agire sulla causa intraorale porta ad un’effettiva eliminazione del disturbo. Il trattamento si basa sulla diagnosi effettuata durante il consulto ambulatoriale dedicato.

Pulizia della lingua

Come già ampiamente sottolineato, spesso l’alito cattivo è causato da una colonizzazione batterica della lingua. Una soluzione può essere rappresentata in questo senso dalla pulizia approfondita della lingua mediante un apposito raschietto linguale sul quale può essere eventualmente applicato un gel disinfettante. I raschietti e gli spazzolini per la lingua sono disponibili in diverse formati; non tutti però hanno la stessa efficacia. I nostri igienisti dentali le sapranno consigliare la tecnica più adatta alle sue esigenze.

Trattamento della gengivite o della parodontite

Nel caso in cui l’alitosi sia causata da una infiammazione batterica delle gengive (gengivite) o dalla parodontite, è necessario un trattamento urgente e mirato. Per prima cosa bisogna ottimizzare l’igiene orale del paziente. Il trattamento parodontale è rivolto non soltanto a contrastare il problema dell’alitosi, ma anche ad evitare ulteriori danni a carico di gengive e parodonto. La nostra clinica odontoiatrica ha fatto della parodontologia uno dei suoi punti di forza: laddove si ritenga necessario, possiamo ricorrere all’intero spettro di opzioni terapeutiche disponibili attualmente, dalla pulizia conservativa approfondita delle tasche gengivali, eventualmente abbinata ad antibiotici e laser, fino alla rigenerazione dei tessuti. Nel capitolo dedicato alla parodontologia troverà ulteriori informazioni relative a problemi gengivali, parodontite e possibili trattamenti.

Trattamento di denti e protesi danneggiate

Carie non trattate, otturazioni danneggiate, corone, ponti o protesi dentarie poco adattate possono talvolta provocare alitosi. In questi casi si procede con il risanamento della dentatura, attraverso trattamenti conservativi che prevedono l’applicazione di otturazioni o intarsi, o con la sostituzione della corona difettosa.

Trattamento della secchezza delle fauci

Un flusso salivare molto scarso provoca la secchezza della mucosa orale (xerostomia), che a sua volta può favorire l’insorgenza di alitosi. Poiché la riduzione del flusso salivare è molto spesso dovuta agli effetti collaterali di determinati farmaci, è opportuno innanzitutto chiarire con il proprio medico se sia possibile ridurre il dosaggio di un certo farmaco o sostituire un certo principio attivo con un altro ugualmente efficace. Nelle forme più leggere di xerostomia l’attività delle ghiandole salivari può essere stimolata anche ad esempio attraverso il consumo di caramelle aspre. Sono disponibili anche farmaci che stimolano la produzione di saliva. Nei casi più gravi può giovare l’uso di sostituti salivari.

Collutori

Alcuni collutori si sono dimostrati efficaci nel combattere l’alito cattivo. L’efficacia dei collutori è tuttavia limitata e non può in alcun modo sostituire il trattamento delle cause dell’alitosi. Il loro impiego è da intendersi semmai come supporto al trattamento della condizione causale.

Rinvio ad uno specialista

Se non è possibile ricondurre l’alitosi ad una problematica del cavo orale, è opportuno un esame approfondito da parte di un otorinolaringoiatra, che effettuerà un’ispezione accurata di tonsille, naso e seni paranasali. Se anche questo accertamento dovesse rivelarsi infruttuoso, è possibile chiarire mediante una visita gastroenterologica se l’alitosi è causata da un disturbo dell’apparato digerente.

Costi del consulto ambulatoriale

Il primo consulto dedicato comprende un’ispezione completa del cavo orale e dei denti con diagnosi parodontale, e inoltre una misurazione organolettica e mediante halimeter dell’alitosi. Il costo del primo consulto è intorno a CHF 330,–, più il costo di eventuali radiografie. Il costo di una visita di controllo con una nuova misurazione mediante halimeter è intorno a CHF 145,–.

È possibile prenotare un appuntamento per un consulto dedicato anche online. A tal proposito prima della visita la invitiamo a scaricare le avvertenze e l’apposito questionario, da riportare compilato il giorno dell’appuntamento.

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Alitosi: domande e risposte sul tema

Sì, normalmente la mattina presto è più pronunciata, per via della minore produzione di saliva durante la notte. Una buona colazione stimola il flusso salivare e può ridurre considerevolmente l’alito cattivo.

I test di autovalutazione dell’alito sono difficili e non sempre affidabili. Si può, ad esempio, soffiare in un sacchetto di plastica e dopo alcuni istanti annusare l’aria presente nel sacchetto. Un altro metodo consiste nello strofinare con forza un bastoncino di cotone sulla superficie della lingua e quindi annusarlo. Un metodo molto più sicuro è la prova organolettica effettuata da un naso “imparziale” di uno specialista o un test con un apposito strumento di misurazione elettronico (halimeter).

È possibile naturalmente che le persone interpellate non dicano la verità. È tuttavia anche possibile che alcune persone che obiettivamente non soffrono di alitosi, siano fermamente convinte di avere un alito sgradevole. Questa condizione è nota come alitofobia. Per avere certezza della diagnosi è necessario rivolgersi ad uno specialista.

La masticazione di gomme da masticare stimola la salivazione e può ridurre meccanicamente la carica batterica sulla superficie della lingua. La gomma da masticare rappresenta dunque un piccolo rimedio casalingo (seppur limitatamente efficace nel tempo) per combattere l’alitosi. Per evitare la formazione di carie tuttavia è opportuno scegliere gomme da masticare senza zucchero.

In linea di principio è possibile, anche se ciò accade molto raramente (meno dell’1% dei casi). La disfunzione dello sfintere tra stomaco ed esofago (incontinenza cardiale) può causare la risalita del contenuto gastrico acido verso l’esofago (reflusso gastroesofageo) con conseguente alitosi. In circa il 95% dei casi la causa dell’alitosi è tuttavia da ricondurre ad affezioni del cavo orale, mentre nel 4% dei casi a disturbi che interessano tonsille, naso o seno mascellare.

Sì, tra gli effetti collaterali di molti farmaci comunemente prescritti vi è l’inibizione della salivazione che a sua volta provoca l’insorgenza di alito cattivo.

Sì, l'alito cattivo è molto più comune nelle persone anziane che nei giovani, il che è anche correlato al fatto che la quantità di saliva diminuisce con l'età. Inoltre, le persone anziane hanno maggiori probabilità di avere la parodontite rispetto ai giovani.

Sì, anche se non vi è una correlazione chiara, è stato dimostrato che lo stress psichico può favorire l’insorgenza di alitosi.

I fumatori soffrono più spesso di alitosi rispetto ai non fumatori? Alcuni composti solforati odorigeni contenuti nel fumo quando aspirati raggiungono il sangue passando per i polmoni e vengono nuovamente rilasciati passando sempre per i polmoni, producendo il tipico “alito da fumo”. I fumatori più attivi hanno inoltre spesso un flusso salivare ridotto, condizione che favorisce l’insorgenza di alitosi vera e propria.

L’alitosi può essere causata anche da protesi dentarie? Una protesi dentaria amovibile può favorire a volte il deposito di batteri o la formazione di patine batteriche e causare la secchezza di parti della mucosa orale. Una perfetta igiene della protesi può dunque contribuire notevolmente a combattere l’insorgenza di alitosi.